La tua schiena lucida era un arco.

Io dentro di te la tua freccia.

Le mie anche ansimavano te.

Tra i cigolii e le gocce sudate.

La tua schiena.

L’unico posto dove ero sicuro di ritrovarmi.

Mentre tu ti perdevi, sopra di me.

Le tue ginocchia erano un morso sui miei reni.

Scivolavi e sfregavi il tuo sapore fino in fondo.

.. Ho fame ..” mi sussurravi con la lingua sul collo.

Io mi facevo mangiare.

Io volevo tu mi mangiassi.

Volevo starti dentro.

Anche dopo aver goduto.

Tu non mi hai mai raggiunto.

Hai sempre goduto con me.

Mi bagnavi di calore riempiendomi il petto coi tuoi gemiti.

Non mi hai mai raggiunto.

Sei sempre stata con me.

Ti piaceva vedermi mentre ti guardavo dal basso.

Mi scopavi gli occhi.

La testa.

E ti prendevi i fianchi.

Volevi farmi godere il sangue.

Come se il sangue fosse stato solo tuo.

Lo era.

Mi volevi.

Anche quando non ce n’era più.

Mi spremevi con le mani, m’attorcigliavi coi capelli e mi prendevi ancora.

Volevi sublimarti di me.

Mi scopavi mentre facevi l’amore con me.

Mentre facevi l’amore, mi scopavi.

Sapevi il mio corpo.

Lo usavi come io mai avrei potuto.

Mi tenevi per i fianchi e tiravi indietro la testa.

Sentivo il solletico dei tuoi capelli sulle caviglie.

Sapevo che era il momento.

E ti mettevo una mano dietro.

Ed eri mio arco.

E dentro di te ero la tua freccia.

Fuori pioveva nella stessa maniera di come godevamo.

Torrenziale orgasmo di noi.

I brividi ti scavavano solchi fin sui miei polpastrelli vizzi del tuo sudore.

Ero ancora dentro di te.

Mentre mi mordevi sul collo, a piccoli sorsi.

E leggevi il verde dei miei occhi.

Impasto di mani e fluido.

Noi.

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