Basta coi giorni secolari, quelli che non passano mai, basta coi giorni congelati, rattristati, venuti male per la congenita delusa aspettativa. Basta coi pensieri leggeri, quelli fatti d’elio e profumi di terra bagnata, basta coi giorni da asciugare, quelli plumblei partiti per la guerra del dimenticatoio. Basta con le attese, quelle fatte di profumi vaganti, basta con le disattese, che sono come le attese ma senza tempo ed origine con il posto vuoto accanto al tuo. Basta con gli occhi stanchi, bassi, lucidi, appannatamente colorati, basta con gli occhi come caramelle dolci ma solo se assaggiati. Basta con le molliche di pensieri, quelli da scuoiare, da raggrumare, da dissanguare. Basta con le risate siliconate al silenzio, quelle raccolte ad un angolo soltanto della bocca, basta ai sorrisi muti come il niente da dire. Basta con i passi lenti, pesanti, scalcianti, basta con i cammini fatti in apnea, con le corse per rincorrere chi cammina accanto a te. Basta con il tutto in mezzo al niente, come se il niente fosse da riempire, come se fosse uno spazio vuoto di tutto. Basta con le notti che di notte sanno d’alba, con le stelle come i bottoni di camicia fradicia d’illusioni a testa in sù. Basta con le mattine luminescenti, lucide di lustrini di vento salmastro, che ti fanno credere che ci sia bel tempo quando invece dentro porti la bufera. Basta con i regali già scartati, quelli non voluti, quelli con la carta sbagliata ed il pensiero giusto. Basta con i consigli dati da chi non riesce a fare quello che fai tu come lo fai tu, basta con gli amici di passaggio, polverosi come le strade di campagna in cui non passa mai nessuno. Basta con le mode d’altri tempi, di quelli che sanno tutto ma non hanno niente, basta con quelli che vogliono e credono di volere tutto, nel mentre non hanno la minima idea di concretezza per l’amore, per un amore soltanto, per la costruzione e non per la distruzione dello stesso. Basta con i grazie sussurrati a crepapelle, con i prego sgozzati dai silenzi assenzi. Basta con i colpevoli, quelli superficiali, di chi non ha abbastanza per essere uomo. Basta con gli innocenti, che non fanno mai niente per discolparsi. Basta con gli assassini dei giorni, che t’ammazzano prima di sera scegliendo il giorno che credevi tuo. Basta con il cuore. Che non serve a niente in certi casi. Basta con i casi e le coincidenze. Basta con tutto questo chiedere a se stessi cosa e quando. Basta coi dubbi, con le certezze. Basta con tutto me stesso. Basta con le idee empatiche, con le idee empiriche. Basta con gli arnesi mentali e basta soprattutto a questo “mal’essere”, che non è per niente esistere.

Basta per una volta soltanto e mai una per tutte.

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