Prima della scadenza. Dovresti consumarmi. Avere cura di me, della mia luce accesa notturna, dei miei movimenti rem, dell’acido blastico che scorre leggero. Prima della scadenza, consumami, fallo lentamente con clemenza e forza. Preferibilmente fallo consumandomi pezzo dopo pezzo, lembo di cielo sulle mie spalle, fino al verde che plumbea i miei occhi. Consumami, e fammi liscio sulla tua pelle, tienimi senza toccarmi, ma tienimi lì. Tu che ancora non sei essenza, che non esisti, se non nel tuo anonimo richiamo. Consumami prima di arrivare a me, scegli il posto, sceglimi, consumami oltrepassandomi. Attraversami e sversami dentro di te. Prima della scadenza, prima che sia mattina. Tu, che scorri lentamente nel mio non essermi. Consuma il mio all’infuori e intorno, satellite del mio corpo. Consuma i miei respiri, bruciami, squarciami e su tutto finiscimi. Consuma i miei giorni fino ad asciugarli, lasciali al vento, nel profumo scirocco notturno, fino all’ombra che taglia l’alba sull’ombra della tua sagoma. Consumami con tutto quel che hai da perdermi. Consumami tu. E fallo prima di venire da me per dirmi che ci sei.

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