21 replies »

  1. caro leo
    leggerti è sempre una sorpresa come lo è capire e ancor più conividere … belle sorprese sopratutto perchè vanno al di là dell’atteso e del solito (com)preso o auspcabile … nulla di scontato ma nulla di imprevvedibile che non sia sontato … perchè quel che è può avere un inizio ma non lo conosi se non dopo che ..non è …
    me gusta mucho “la mattina è una protesi di vita” … perchè mi coinvolge professionalmente ! buona protesi d’inizio leo
    simpaticamente …p. 🙂

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    • Grazie Mistral, mi riempono di gioia le tue parole.
      Du Demon si riferisce al testo teatrale che andrà in scena.
      Chiedo venia nel non averlo specificato.
      L’Insoglio è il mio vino preferito, te lo consiglio ‘;)
      Abbraccio

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  2. Ti chiedo scusa, Leo.
    Sono molto stanca.

    Io, alla primissima lettura, ho colto il teatro, in senso lato, in questo tuo scritto.
    **Il senso del teatro in te.**
    E mi vengono in mente queste parole di Pessoa
    “vivere non è necessario; quel che è necessario è creare”
    Lui scrive per creare creature creanti, creature di finzione che originano a loro volta finzione.
    Ho anche sentito forte in me che, quel che può essere o è, ha un inizio, ma avvertibile solo dopo, nel “non è”.
    “Non rimane niente più. Solo l’attimo e il trapasso.”
    Ed anche qui mi viene sempre in mente il teatro, teatro che è vita, poi.
    Quel tuo inizio “La mattina è una protesi di vita.”
    E tutto mi riporta al “teatro”.
    Non so come, ma mi accade questo.
    “su questi specchi (s)messi sulla scena”
    Messi, smessi.
    E molti altri “indizi” ho in me.
    Non so.Potrei essere completamente fuori strada.

    *E c’è molto di più nel tuo scritto decisamente valido, non facile, che ha bisogno di lettura e ri_lettura e rilettura della ri_lettura.
    *Tu sei molto profondo e dai emozione e viva curiosità di entrare nelle tue parole e tra le tue parole.

    Leo, tornerò e rileggerò e ri-leggerò.
    Anche “Questo teatro (s)vuoto è una fornace di voci, suppellettili del pensiero alla clacque” mi fa riflettere.
    Vedrò di riuscire a far com_baciare tutto quello che passa in me e mi si ferma dentro leggendo il tuo post.
    Poi..
    Du Demon è una birra.
    “nella scena dell’immediato.”
    Sì. Questa chiusa è davvero speciale.

    Grazie, Leo.
    Sorrido a te
    🙂 ‘:-) 🙂
    gb

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      • “Non ricordo ancora il primo squarcio di luce che dipinse bagnandomi il mio contorno oltre il boccascena.”
        Sei incredibilmente bravo nel far vedere!
        “squarcio di luce che dipinse bagnandomi”
        Come non cogliere con i sensi questo tuo scrivere?
        E sempre di più credo di non essere fuori strada.

        Sabato colmo di novità desiderate, Leo.
        ‘:-)))
        gb

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    • Si Gelso, hai colto la centralità del testo.
      Si parla di teatro.
      Ma non di spettacolo e/o di rappresentazione.
      E’ qualcosa di diverso nel contenuto e nel testo.
      Come ho già detto Du Demon è il titolo dell’opera.
      La birra non la frequento quasi mai, ‘:)
      Un sorriso grande verso di te

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      • “Ma non di spettacolo e/o di rappresentazione.”
        Sì. Avevo immaginato.
        Stavo per scriverti proprio qualcosa su questo.
        E, credimi, fino all’ultimo, sono stata indecisa se non dare a Du Demon un significato diverso dal nome di una birra.
        Sentivo che non era una birra.
        Lo percepivo.
        E pensavo ad un titolo.
        Io sono un po’ strega, Leo.
        Sì, ho, talvolta, percezioni particolari.

        Comunque devo aggiungere che è un piacere vero, profondo leggerti.

        Buon tutto, Leo’:-)
        Un sorriso vero
        gb

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      • se dare o non dare a Du Demon un significato diverso dal nome di una birra.
        correzione di un mio refuso

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      • Grazie Gelso! Spero Che Du Demon abbia la giusta considerazione. Non rimane che lavorare tanto per farlo diventare “dentro il palco” ‘:)
        Un abbraccio morbido

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      • Avrà la giusta considerazione Du Demon!’:-)
        Ne sono certa.
        Buon lavoro, Leo. So che è un lavoro lungo e duro, ma ce la farai.
        Ricambio il tuo abbraccio morbido.
        ‘:-) gb

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  3. si si ..è un teatro ..questo di leo ! buonissimo teatro !
    teatro di corpo .. teatro di interiorità profonda .. teatro di senso… teatro di Vita
    con attori palcoscenico tempi ritmi attese entrate uscite silenzi pause e recitazione …quella vera della Vita …forse che non è un teatro quest’ultima dove recitiamo noi strssi e ..gli altri e ne siamo anche autori e registi intelligenti …? e facciamo Cultura in questo “mondo liquido” (Bauman) consapevoli di farla per non annegarvi dentro … proviamo a insaponare la vita in effetti e risciacquarla di senso profumandola di sogni …quelli veri del nostro “sentire” …
    ebbravo leon!! che cimosservi in silenzio ! 😉
    le faccine anche se non mi piacciono servono ..per la comunicaione non verbale ;). 😉
    buonadomenica di Vita
    …p

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    • “…quella vera della Vita …forse che non è un teatro quest’ultima dove recitiamo noi strssi e ..gli altri e ne siamo anche autori e registi intelligenti …?”
      Sì, pinoparoledipensieri. Sì.
      “teatro che è vita, poi.” ho scritto io sopra!:-)
      Concordo con questa tuo dire!
      “e facciamo Cultura in questo “mondo liquido” (Bauman) consapevoli di farla per non annegarvi dentro …”
      Ho sentito tutto ciò!
      E l’ho espresso in un altro modo.

      Ti lascio un sorriso, p.
      Buona domenica di Vita a te
      gb
      🙂
      Ti lascio anche una faccina

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    • Non posso aggiungere altro caro Pino, hai detto tutto compreso citare Bauman.
      Ti osservo in rigoroso silenzio, come faccio anche con altri, non ho la capacità di “dire” sul detto, o almeno mi resta ancora un pò difficile ricondurlo ad un discorso.
      Preferisco interagire qui, con chi ha la pazienza(santa) di seguirmi.
      Buon inizio settimana!
      ‘:)

      Mi piace

  4. Scusami, Leo, se mi sono permessa interagire direttamente con pinoparoledipensieri sul tuo blog.
    Troppo è comune nei nostri interventi a te diretti! E sorrido.

    ‘:-) per te, proprio per te.
    Osservi anche me in silenzio, Leo.
    E’ il tuo un silenzio caldo.

    Domenica colma di novità desiderate, Leo.
    Ho sbagliato la notte scorsa ed ho scritto “sabato”. Ero stanchissima.

    Quella frase di Pessoa, che io ho inserito nel mio primo intervento, mi pare davvero giusta!
    So che tu comprendrrai bene il senso che io le attribuisca.

    Grazie, Leo.
    E’ davvero bello leggerti, sentirti, coglierti.
    E’ emozione vera, viva quella che tu mi comunichi.
    ‘:-) ‘:-)
    gb

    Tornerò ancora e rileggerò e lascerò altre mie sensazioni.
    Credo che questo sia l’unico modo per poter “entrare” nei testi come i tuoi.

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