M’arancio da solo, nuvolando qua e là


Oggi sarà caramella da scartare per le orecchie, croccante sotto i denti, coi miei pensieri di mielina, dove mi ricorderò puzzle di giorni come cirri. Nel mio nembostrato profumoso di terra umida, che nel voltarmi mi bracca il cirrocumulo delle mie fantastiche idiosincrasie. Ed allora cumulonembo i miei principi, e scrollo le mie spalle in stratocumoli. Ne vale la pena.

M’arancio.

E lo faccio con me stesso, qua e là.

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13 replies »

      • mia nonna me le faceva, sai?
        Caramelle di zucchero d’orzo, diceva. Ma era solo zucchero caramellato, che scioglieva sul fuoco con un pochino d’acqua e poi versava su un piano di marmo gelato. Si rapprendevano e lei tagliava in minuscoli quadrelli…ed erano buonissime!

        Grazie per il ricordo.
        Anche le Rossana, comunque…gnam gnam!

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  1. “cumulonembo i miei principi, e scrollo le mie spalle in stratocumoli”
    Voglio provare a farlo.
    Tu dici che ne vale la pena!
    M’ arancio anche io’:-).

    Come sai scrivere e far sentire!

    Sorrisitanti
    gb

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