Il mondo è un parassita. E’ talmente piccolo che c’è chi viaggia per fuggire e alla fine si ritrova a prendere il resto del biglietto del treno da un conoscente che da molto non si faceva vedere.

Il mondo è un parassita. Piccolo, ignobile castigatore di verità che mai accettiamo. Il mondo è un’imboscata. Un assalto al fortino delle verità nascoste. Nel momento in cui pensi di esser abbastanza lontano dal tuo quotidiano la verità arriva sempre a destinazione. Il povero mondo ce la mette tutta per non infrangersi contro i nostri sogni, ma alla fine, poverino, facciamo dei sogni talmente merdosi, che non riesce proprio a prendersela la merda per noi. E per una volta che si sente giustificato, si gira dall’altra parte e dice ” Caro mio/a la tua merda te la mangi” e così sia.

Il mondo è un veleno lentissimo, è una cura se preso in dose giuste, ma la giustezza non esiste per certi abitanti del mondo. Ad alcuni non piace mangiarla la merda, ad altri piace camminarci a piè pari. Ed anzichè fare di tutto per uscirne, comprano un bel paio di stivali ancora più alti. E non si capisce come queste personcine così curate e giustificate da se stesse ma non dalla propria storia, abbiano ancora la possibilità di dire “mi è andata bene anche stavolta”. Insomma, questo mondo merdoso e puzzolente rende la vita semplice ai complicati. Ma non è un senso di ingiustizia che anima la mia discussione, ormai ho capito che quando parliamo di bene e male, aveva ragione Deleuze ricordandoci Nietzsche, non significa necessariamente giusto o sbagliato. Allora mi faccio alcune domande, ci sono persone che si permettono di entrare e uscire dalla vita delle altre, ci sono altre che continuano con dinamiche farlocche ad essere quello che non sono, ed altre ancora che le giustificano sempre solo per il fatto che salvarle è una coazione a ripetere incontrallata, uno stato cosciente di fotosintesi senza più il risveglio. Io da questo mondo merdoso mi aspetto una selezione naturale. Spero tanto che queste amebe farlocche esangui di sentimenti e scelte sbagliate si ritrovino e si raggrumino, si riproducano e si uccidano tra di loro e perchè no, che si amino alla follia e siano felici per quello che sono. In fondo la merda del mondo se non altro sempre merda è, il mondo non fa certo distinzioni, ed allora mi aspetto che questa merda mi raggiunga, e mi auguro sempre di avere la forza per uscire, prendere il badile e sotterrarla. Uscire dalla merda mondana e mondiale è davvero una beffa. Ti ritrovi col badile in mano in un inesorabile solitudine. Tutti sono lì, che sguazzano nella merda e tu ti ritrovi come compagni in cima al cucuzzolo, tre rospi ai piedi ed un cardellino sulla spalla. Improvvisamente qualcuno/a si gira, e si accorge di questo sistema di rappresentazione, si volta in direzione dei tuoi occhi ma alla fine non fa niente. Rimane lì. Per qualcuno vivere è più rischioso che sguazzare nella solita merda, e non è solo il coraggio o la vigliaccheria del cambiamento. Credo sia molto peggio. E’ la certezza di stare bene! Io a questo punto mi giro e inizio a camminare, non so bene dove andrò, ma ancora sento le grida di quelli che stanno bene nella merda, e mi chiedo tra un passo ed un inciampo, per quale motivo urli e cerchi aiuto se stai bene nella pozzanghera merdosa che tanto curi?

La risposta è data ai protagonisti. Io sono una comparsa, una piccola stagione infettiva della mia vita. Ed allora oggi e ieri ho seminato con tanta volontà i miei desideri, ed aspetto la nuova stagione col sole ed i germogli. Per adesso sono l’inverno.

 

leoSunset

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