Cuore esce dalla stanza che è ancora sudato di sesso miocardico. Sbuffa la bruma vaporosa degli odori leggeri fra gli umori quasi amari e la salsedine color rosa. Ha un mucchio di archetipi da sbrigliare ma lo fa con automazione, catena di montaggio di reflui e sensibilizzazioni alle emozioni. Cuore ha quasi 41anni e non crede più che amare sia amore e nemmeno il contrario. Ha una lista di appuntamenti persi da rispettare per questo sa che la grazia è il completamento d’ogni cosa. Cuore striscia la testa del fiammifero e fa brillare una candela profumosa. Scuote il legnetto per spegnerlo ed il fumo zolfato sgrida le narici con l’acido chimico, ed in quel gesto ha subito capito che ogni storia se non è solidale mica appiccia e sfiamma come fa il fiammifero. Ecco che grazia e solidarietà diventan sentimenti da pane quotidiano, che essendo già quotidiano perchè specificare di darcelo oggi? Le preghiere catto-liberali son versamenti di disperazione cronica ed atavica posterizzazione. Cuore si slega l’arteria e s’infila le scarpe, uscendo sbatte sull’angolo del tavolo, e subito si ricorda che sbattere, per quanto casuale lo si possa ritenere non è per niente sintomo di fortuna o sfortuna, e che non esiste il caso destinato alla sincronicità. Esiste la grazia di esser solidali, quel che dicevo prima di ora, ovvero se solo uno dei due eventi protagonisti, s’accorge di esser lo sbattuto o lo sbattente, tutto si trasforma in qualcosa di diverso. Diverso in quanto nuovo. Cuore ora che è Marzo quasi Aprile ha conosciuto il nuovo e gli piace un sacco. Un sacco colmo di cose sfuse da scegliere, scartare, assemblare e rivedere per sceglierle ancora. Cuore festeggerà il compleanno come fosse l’anno nuovo e lo farà ricordando anche quello passato, che fu molte cose in poco tempo e senza molto senso. Cuore sa che recuperare certi ricordi fa solo bene al futuro. Cuore appena scende le scale si guarda un attimo indietro, certe presenze ancora nell’empatia passata, scavalcano i gradini all’insù, e si spiaccicano tra le sinuose ombre dei ricordi. Cuore fa un sorriso e lo appiccica sul vetro della finestra che sbircia sul giardino, lo fa sperando che un’alba di qualche giorno, un raggio di luce si spiaccichi sul vetro e che quel bacio stampigliato si schiuda in farfalla. E che succeda una volta per tutte e mai una per sempre. Ma questa chiusa Cuore l’ha già detta, poco importa comunque. Cuore sale in bici e pedala controvento, ma dove va mentre l’alba brulica l’avorio riflesso sull’erba?

Vattelapesca.

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